
Max Verstappen ha appena regalato alla platea di Suzuka e agli spettatori della F1 del piccolo schermo un’altra dimostrazione di talento eccezionale. Ma questa volta, probabilmente, la più brillante e cristallina. Il giro con cui il campionissimo della Red Bull ha firmato l’ennesima pole sulla pista storica teatro del Gp del Giappone è una perla da mettere nella hall of fame delle meraviglie di questo sport. Con una vettura che non è più il riferimento per tutti ha realizzato un capolavoro mettendosi dietro sul filo dei centesimi le super Mclaren guidate da due piloti normali. Di normale, invece, l’olandese ha ben poco perché quest’oggi ha dato prova ancora una volta di essere un marziano nella guida, capace di fare cose con volante e pedali inaccessibili per chiunque altro suo collega. Uno che, senza fare confronti, è tra i più grandi nella storia del motorsport di ogni epoca. E a testimoniarlo ci sono gesta come quelle odierne, che vanno al di là dei numeri della sua carriera.
Ciò che Max Verstappen sta costruendo sui circuiti del Mondiale dalla seconda metà del 2024 fino al colpo micidiale di oggi dimostra quanto il fattore umano in F1 sia ancora in grado di fare tanta differenza. Un aspetto bellissimo, questo, che spazza via ogni dubbio sui timori che la tecnologia portata all’estremo possa prendere il sopravvento sul manico sapiente. Ebbene questo momento non è ancora arrivato e presumibilmente non arriverà mai perché alla fine c’è sempre spazio per ammirare la grandezza dell’azione dell’uomo sui campi di gara e che fa la differenza. Verstappen ne è la chiara dimostrazione come del resto è accaduto in un passato recente e remoto per altri super campioni.
Lo scorso anno Max si è vinto un Mondiale da solo lottando contro tutto e tutti e in questo sabato pre Gp del Giappone si è letteralmente inventato un giro da primato andando a recuperare millimetri e centimetri in ogni possibile angolo di asfalto battendo sul filo di lana il pacchetto migliore del momento. È la vittoria dell’uomo più bravo sulla macchina più veloce, del pilota più talentuoso sul mezzo meccanico più performante e ciò non può lasciare indifferenti senza toccare le corde dell’emozione. Perché alla fine la F1 è bella anche e soprattutto per quanto riesce a stupire con le improvvisazioni geniali dei suoi campioni che sparigliano una giocata dalla vittoria data per scontata. Un ricco antipasto per Honda e per tutti i giapponesi in vista della gara di domani.
Nr Pilota Team --Q1-- --Q2-- --Q3-- Gap 1 M. Verstappen Red Bull 1'27"943 1'27"502 1'26"983 2 L. Norris McLaren 1'27"845 1'27"146 1'26"995 +0"012 3 O. Piastri McLaren 1'27"687 1'27"507 1'27"027 +0"044 4 C. Leclerc Ferrari 1'27"920 1'27"555 1'27"299 +0"316 5 G. Russell Mercedes 1'27"843 1'27"400 1'27"318 +0"335 6 K. Antonelli Mercedes 1'27"968 1'27"639 1'27"555 +0"572 7 I. Hadjar RB 1'28"278 1'27"775 1'27"569 +0"586 8 L. Hamilton Ferrari 1'27"942 1'27"610 1'27"610 +0"627 9 A. Albon Williams 1'28"218 1'27"783 1'27"615 +0"632 10 O. Bearman Haas 1'28"228 1'27"711 1'27"867 +0"884 ------------------------------------------------------------------- 11 P. Gasly Alpine 1'28"186 1'27"822 12 C. Sainz Williams 1'28"209 1'27"836 (*) 13 F. Alonso Aston Martin 1'28"337 1'27"897 14 L. Lawson RB 1'28"554 1'27"906 15 Y. Tsunoda Red Bull 1'27"967 1'28"000 -------------------------------------------------------------- 16 N. Hulkenberg Kick Sauber 1'28"570 17 G. Bortoleto Kick Sauber 1'28"622 18 E. Ocon Haas 1'28"696 19 J. Doohan Alpine 1'28"877 20 L. Stroll Aston Martin 1'28"271
(*) dovrà scontare tre posizioni in griglia per aver ostacolato Hamilton